Io adoro gli eventi sportivi. Adoro soprattutto l’atmosfera degli eventi sportivi, quel misto di competizione, lealtà, emozione, adrenalina. La gente che fa il tifo, l’ambiente informale (per lo meno per la maggior parte delle discipline), l’aspettativa, il non sapere come andrà, e tutti quei valori che dovrebbero essere tipici dello sport, come il fair play, l’attaccamento alla propria squadra, l’ambiente sano ecc.
Qui a Vancouver la gente ama la squadra di hockey locale, i Vancouver Canucks. Io non li ho mai visti giocare, nonostante ci sia un game ogni due minuti in pratica, ma non posso fare a meno di esserne attratta a prescindere.
L’operazione di marketing che hanno messo in piedi intorno ai Canucks è fantastica. Non solo il merchandising va alla grande (pure tra i turisti che non sanno un tubo di hockey, il che è tutto dire!), ma sono riusciti a trasformare dei giocatori, delle persone qualunque in principio, in eroi/star.
Già gli autobus che passano in Downtown portano serigrafie con scritto “Heart of a Canuck” e queste immagini epiche di momenti di gioco. Ti suggeriscono l’idea che i Canucks siano speciali, dà un’immagine di commitment (scusate, non mi viene in italiano), di un’ambiente pulito e di personalità che amano davvero il loro sport e la loro squadra… e anche tu se tiferai per loro sarai un po’ migliore. Il potere delle parole, eh?
Nel caso in cui ancora quest’idea non fosse entrata bene in testa, ci sono maree di cartelloni pubblicitari (alle fermate dello Skytrain, per esempio) con le immagini dei giocatori. Prendiamo Roberto Luongo, per esempio, tanto perché ha origini italiane. Il suo cartellone dice che il portiere della sua squadra si era infortunato (o qualcosa del genere) e “un ragazzino di 11 anni pregava per prenderne il posto. Il resto è storia”. Ed è così per ogni giocatore su quei cartelli. Quello la cui carriera pareva finita a causa di un infortunio. Quello che ha passato un periodo nero. Quello che è sempre stato il migliore. Leggi quelle tre righe e ti sembrano degli eroi, ti sembra pura epica, ti senti l’orgoglio che ti monta dentro per avere delle persone così in questa squadra.
Non solo. La scorsa settimana c’era un evento chiamato Canucks Superskills, in cui per una cifra irrisoria per un paio d’ore si vedevano i Canucks e la squadra giovanile impegnati in garette tipo “vediamo chi segna di più” o “chi corre più veloce”. E’ un evento per famiglie, che ci portano i bambini (appassionare le giovani generazioni è importante, sono loro che saranno i giocatori del futuro, o nel caso compreranno i biglietti del futuro!). Ecco, quando i player si sono presentati, sono entrati in campo con i LORO bambini. Ebbene sì, molti di loro sono sposati e hanno scodellato qualche marmocchio. Un’immagine questa che li avvicina subito al pubblico, e che dà anche un’idea di sicurezza, di casa, di calore, e di affidabilità.
Seriamente, chi non tiferebbe per i Canucks dopo una campagna di marketing di questo tipo? E’ geniale e mai invasiva (sebbene sia ovunque). Alla fine ti ci affezioni che manco te ne sei accorto, e al prossimo match decidi di comprare il biglietto anche tu, e già che ci sei ci compri sopra anche una sciarpa. Dei Canucks, ovviamente.
Ora, io vengo da un paese in cui il calcio domina. E accanto al calcio ci sono le veline, gli scandali a luci rosse, i locali da mille e una notte (e molti più euro), degli stipendi spaventosi, e gente che se ne frega della lealtà alla squadra. Io arrivo qui, e vedo questa cosa, e penso “Che relax. Che pace. Che bello!”.
Gente, io non ci capisco una mazza di hockey, ma sono disposta a barattare tutto il calcio italiano per i Canucks.
Sai che….. nel leggere il tuo commento appassionato a questa squadra, mi sono parecchio incuriosito e ora vado su google a vedere meglio di cosa si tratta.
Ah…….. il potere del marketing.
Da: Cesare su 28 gennaio 2012
alle 5:07 pm
[...] che esistono i Canucks, e in automatico impazzisce per avere una loro maglia. Come dicevo giorni fa qui, esiste una massiccia pubblicità alla squadra. Badate bene: la pubblicità è per i Canucks, non [...]
Da: #10BasicFactsAboutVancouver « Autumn in Vancouver su 30 gennaio 2012
alle 2:51 am
[...] Everybody is a Canuck « Autumn in Vancouver. Share this:EmailStampaFacebookTwitterLinkedInLike this:LikeBe the first to like this post. Categories: travels and stuff on foreign countries Etichette: canada, canucks, vancouver Commenti (0) Trackback (0) Lascia un commento Trackback [...]
Da: Everybody is a Canuck « Autumn in Vancouver « Never Die Easy su 30 gennaio 2012
alle 4:55 pm